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Che cos'è il vibe coding e come funziona

02 May 2026 8 min min lettura
Cos'è il Vibe Coding e come funziona — Raffaele Mele

Il termine vibe coding è stato coniato da Andrej Karpathy — ex ricercatore di OpenAI e fondatore di Eureka Labs — in un tweet del febbraio 2025. In poche ore è diventato il termine più discusso nel mondo del software. Ma cosa significa esattamente? È davvero possibile costruire software senza saper programmare?

La definizione originale di Karpathy

Karpathy describeva così l'esperienza: "Dimentico completamente che il codice esiste. Mi immergo nel vibe, descrivo cosa voglio, l'AI lo costruisce, io faccio copy-paste di errori fino a quando funziona."

In sostanza: sviluppare software descrivendo l'intenzione in linguaggio naturale, lasciare che l'AI generi il codice, testare il risultato, incollare gli errori all'AI e iterare finché non funziona. Senza toccare direttamente il codice.

Come funziona nella pratica

Il workflow del vibe coding ha una struttura precisa:

  1. Descrivi il prodotto in linguaggio naturale, con più dettaglio possibile: "Voglio una landing page PHP con hero, 3 sezioni, form di contatto e cookie banner. Design dark, violet accent."
  2. L'AI genera il codice — con strumenti come Claude Code, Cursor o Windsurf
  3. Testi il risultato nel browser o nel terminale
  4. Incolla gli errori all'AI e chiedi di correggerli
  5. Itteri finché non funziona come vuoi

In teoria non devi scrivere una singola riga di codice. In pratica, più capisci quello che stai costruendo, più ottieni risultati solidi.

Quali strumenti si usano per il vibe coding

Nel 2026 il mercato degli strumenti AI per lo sviluppo è esploso. I principali:

Claude Code (Anthropic)

Il tool da terminale di Anthropic. È uno dei più usati dai builder professionisti per progetti web in PHP, Python e JavaScript. Legge l'intero codebase, modifica file direttamente, esegue comandi e integra git. È quello che uso quotidianamente per costruire i prodotti di AiNextStudio. Leggi l'articolo completo su Claude Code →

Cursor

Un editor di testo (fork di VS Code) con AI integrata profondamente. Permette di selezionare blocchi di codice e chiedere all'AI di modificarli, oppure descrivere feature nuove in una chat laterale. Molto popolare tra chi preferisce lavorare in un ambiente grafico.

Windsurf (Codeium)

Simile a Cursor nell'approccio. Ha un agente chiamato Cascade che può navigare il codebase, proporre modifiche e ragionare su architetture complesse.

GitHub Copilot

L'autocomplete AI di GitHub, integrato in VS Code e JetBrains. Meno "agentivo" degli altri — suggerisce codice mentre scrivi, non esegue task in autonomia — ma è ancora molto usato per velocizzare la scrittura.

v0 di Vercel

Specializzato in UI React/Next.js. Descrivi il componente, genera il codice, lo testi direttamente nel browser. Ottimo per prototipi front-end.

È davvero possibile costruire cose serie con il vibe coding?

Sì. Ma con una distinzione importante.

Ho costruito diversi prodotti in produzione usando Claude Code con un approccio molto vicino al vibe coding: ColloquioAI, FunnelManager, LeadDesk, le landing page di AiNextStudio. Nessuno di questi è un giocattolo — sono applicazioni con utenti reali, pagamenti Stripe, database, API.

Il punto critico è questo: non ho mai approvato codice che non capivo almeno a grandi linee. Il vibe coding funziona meglio quando sai riconoscere una buona soluzione da una cattiva, anche senza scriverla tu.

I rischi del vibe coding puro

Chi si butta nel vibe coding senza nessuna base tecnica può incontrare questi problemi:

  • Sicurezza: l'AI può generare codice funzionante ma vulnerabile (SQL injection, XSS, chiavi API esposte nel frontend). Se non sai cosa cercare, non lo vedi.
  • Loop di debug infiniti: quando l'AI fa una modifica che rompe qualcosa, poi ripara quello ma rompe altro, puoi finire in un ciclo frustrante senza capire dove si trova il problema reale.
  • Scalabilità: un prototipo costruito in vibe coding puro tende ad avere una struttura disordinata. Con il tempo diventa difficile aggiungere feature o fare manutenzione.
  • Dipendenza totale: se non capisci il codice, sei completamente dipendente dall'AI anche per modifiche banali.

Chi può fare vibe coding

Il vibe coding è accessibile a tutti ma non è uguale per tutti. Tre profili:

Developer senior + AI: il risultato migliore. Usa l'AI per accelerare il 70-80% del lavoro, mantiene il controllo su architettura e sicurezza. Velocità moltiplicata per 5-10x.

Builder con basi tecniche: capisce HTML, CSS, logica di base. Può costruire prodotti funzionanti con il vibe coding su stack semplici (PHP, landing page, piccole app). Deve stare attento alle aree critiche.

Non-developer: può costruire prototipi e MVP semplici. Andrà incontro a blocchi su progetti complessi o che richiedono integrazione di servizi. Non impossibile, ma ci vuole più pazienza.

Il vibe coding cambia davvero il mercato del lavoro?

La risposta breve: sì, ma non come temono in molti.

Il vibe coding non elimina i developer — abbassa la barriera d'ingresso. Significa che più persone possono costruire cose, non che chi sa programmare diventa inutile. La comprensione della logica, dell'architettura e della sicurezza diventa ancora più preziosa, non meno.

Chi impara a guidare bene questi strumenti oggi — a descrivere bene i problemi, a riconoscere le soluzioni buone, a iterare in modo efficace — avrà un vantaggio competitivo significativo. Non perché sa programmare, ma perché sa costruire.

Da dove iniziare

Se vuoi provare il vibe coding in modo concreto, inizia da qui:

  1. Leggi cos'è Claude Code e come funziona
  2. Installa Claude Code e prova a costruire qualcosa di semplice: una landing page, un tool CLI, una pagina PHP
  3. Non approvare mai modifiche che non riesci a leggere almeno in superficie
  4. Usa git: ogni sessione di vibe coding dovrebbe iniziare con un commit pulito

Il vibe coding non è il futuro dello sviluppo — è già il presente. La domanda non è se usarlo, ma come usarlo bene.